In arrivo il nuovo docufilm sull’emergenza educativa: un gioco in scatola per aiutare famiglie, scuole e comunità a tornare a dialogare
19 Mag 2026 - Adolescenti, Cinema, docufilm, Laboratorio
Un gioco in scatola educativo accompagnerà il docufilm con il desiderio di portare nelle famiglie, nelle scuole e nelle comunità uno strumento concreto per dialogare, confrontarsi e superare le distanze tra adulti e nuove generazioni.
A volte faccio fatica a entrare dentro questo clima così polarizzato che attraversa la fatica che il mondo adulto sta affrontando. Sembra che oggi si possa stare solo agli estremi.
Da una parte c’è un mondo adulto che sembra dire che tutto è possibile, tutto è concesso, tutto è spiegabile. E allora chi prova a interrompere questa catena, un educatore, un insegnante, un genitore che prova a mettersi dentro una relazione offrendo un limite, un confine, una parola diversa, rischia immediatamente di diventare “il bacchettone”, quello che non comprende i veri bisogni, che esagera, che ferisce.
E così, pur di non entrare nel conflitto o nella fatica educativa, troviamo a volte mille modi per giustificare anche quello che non dovrebbe essere giustificato, minimizzando comportamenti o fragilità che rischiano di diventare anche pericolosi per i ragazzi.
Dall’altra parte, però, incontriamo adulti sempre più spaventati, che cercano rifugio in modelli duri, rassicuranti, radicalizzati, nel tentativo di rimettere ordine a un presente che sentono sfuggire. E allora cresce la tentazione di denunciare continuamente “i mali del mondo e dei tempi”, il modo di vivere dei più giovani, cercando spiegazioni semplificanti e colpe immediate…. Esistono i social, internet, il cambiamento… ecc. ecc.
Eppure nessuno di questi due estremi aiuta davvero gli adolescenti a crescere.
Perché se da una parte manca un confine buono, affidabile, capace di contenere, orientare e accompagnare, dall’altra il rischio è quello di trasformare i ragazzi in qualcosa da correggere, controllare o temere. E così, lentamente, invece di avvicinarci al loro mondo, ci allontaniamo…
Forse é tempo di fermarci un attimo e di concentrarci su di noi come adulti …. Forse siamo noi ad essere un po’ in difficoltà ….ad essere sempre più affaticati e stretti dalla complessità, dalla velocità del cambiamento, dalla fatica di identificarsi anche con il cammino evolutivo delle nuove generazioni…. Quando il mondo adulto perde fiducia nella propria capacità di stare dentro questa complessità, tende inevitabilmente a irrigidirsi oppure a ritirarsi. Ognuno resta chiuso nel proprio mondo, difendendo le proprie idee, giustificandosi, alzando barriere sempre più alte.
Ma il rischio più grande è che questo atteggiamento finisca per allontanarci sempre di più gli uni dagli altri.



Forse allora la questione non è trovare una nuova ricetta che spacca … nn esiste, lo sappiamo, o tentare di aggiustare i ragazzi secondo i nostri modelli perché tornino a essere come vorremmo. Forse la vera sfida è quella di tentare di costruire con loro uno spazio di incontro, dove sia ancora possibile guardare avanti insieme, immaginare un futuro possibile, condividere senso…
In fondo, lo sappiamo bene, educare nn significa né lasciare soli né stringere troppo le maglie. Significa restare presenti. Essere affidabili, abitare i conflitti senza paura, offrire limiti che non umiliano e libertà che non abbandonano.
E forse dovremmo ripartire proprio qui, dal desiderio di accompagnare questi ragazzi a crescere, offrendo loro ragioni belle per vivere, per desiderare il domani, senza nostalgie sterili, ma con la capacità di trasmettere il bello e il buono che le generazioni precedenti, la storia, le relazioni e la sapienza di chi ci ha preceduto possono ancora consegnare al presente.
Boh, forse nn abbiamo più molto tempo per difendere le nostre paure o le nostre nostalgie educative…. Diventa necessario iniziare a guardarli con più fiducia, più profondità e meno bisogno di avere tutto sotto controllo…