Ancora un passo. Ancora una possibilità, non scontata nel nostro cammino di quest’anno!

23 Mar 2026 - Adolescenti

Ancora un passo. Ancora una possibilità, non scontata nel nostro cammino di quest’anno!

A cura di Don Enrico Rastelli.

Fondazione Monte di Lombardia
LOGO BEN ESSERE ADOLESCENTI PAVIA

All’interno del progetto #Benessereadolescenti, ieri, domenica 22 marzo, l’incontro con Pietro Sarubbi all’Oratorio di San Pietro non è stato semplicemente una testimonianza, ma una provocazione gentile e profonda rivolta a chi ogni giorno incontra e accompagna i ragazzi nel loro cammino di crescita.

Perché, a volte, una testimonianza rischia di lasciarci un po’ spiazzati, ci colpisce, ci emoziona, ci fa dire “che bello”, ma poi scivola via. La difesa più immediata è sempre la stessa: è la sua storia, non la mia.
E così torniamo alla vita di prima, senza una domanda che resti davvero e ci ritorni nel cuore.
Questa volta no!!
Pietro ha consegnato la sua storia senza enfasi, con la verità disarmante di chi ha vissuto una svolta inattesa, la libertà in uno sguardo. E ciò che resta non è solo l’emozione di un racconto forte e pregnante, ma qualcosa che interpella davvero.


Attore, chiamato da Mel Gibson per il film The Passion of the Christ, vi si accosta inizialmente come a qualsiasi altra occasione professionale, lavorare, divertirsi, guadagnare, affermarsi. Eppure, proprio lì, su quel set, che, come ricordava don Enrico nell’introduzione, poteva sembrare un ambiente impermeabile all’azione di Dio, accade qualcosa.

Il ruolo affidatogli, Barabba, un personaggio muto, apparentemente marginale, diventa paradossalmente lo spazio in cui la sua vita inizia a parlare davvero. Dentro un ambiente che non riconosce, tra stupore e inquietudine, si apre per lui una crepa, nello sguardo incrociato con quel Gesù rappresentato prende forma una domanda nuova, radicale, capace di ricomporre i frammenti di una storia segnata da successo e contraddizioni.

Ed è forse qui il punto più prezioso che ci viene consegnato, non tanto cosa è successo a lui, ma cosa può accadere anche a noi. Perché lo sguardo di Dio può raggiungere il cuore dell’uomo ovunque, anche nei luoghi che sembrano più lontani, più chiusi, più “impermeabili”. E lì, dentro quello sguardo, qualcosa può aprirsi, qualcosa puó, se lo vogliamo, cambiare per sempre.

Come ricorda Sant’Agostino, il nostro cuore resta inquieto, attraversa mille esperienze, cerca, si disperde, si indurisce e noi non vediamo più, non sentiamo più…. Eppure arriva un momento in cui qualcosa squarcia la sordità, apre la cecità, e quella inquietudine trova un varco e non ha pace finché non riposa in Lui.

All’inizio può essere stupore, persino paura. Ma è proprio da lì che comincia un’avventura nuova, l’avventura cristiana, che è innanzitutto un’amicizia che inizia a farsi concreta, vera, nuova, bella!!
L’amicizia con quel Rabbì di Nazareth che ci racconta il volto del Padre, un Abbà che non pretende altro se non di amare, salvare, sostenere. Un padre che impazzisce per i suoi figli, per tutti i suoi figli.
Un Padre che desidera per i suoi figli la vita e l vita in abbondanza, piena: piena di bellezza, di amore, di gioia.

evento per giovani e genitori a Pavia


Per un adulto, per un educatore, queste domande diventano ancora più urgenti. Nei volti dei ragazzi, nelle loro fatiche, nelle storie spesso segnate da fragilità e, a volte, da drammi graffianti, siamo capaci di riconoscere un appello? Oppure attraversiamo le relazioni senza lasciarci davvero incontrare?
La testimonianza di Sarubbi non offre risposte facili, ma apre uno spazio. Invita a prendere sul serio ciò che viviamo, a non restare in superficie, a lasciarsi incontrare, toccare, cambiare. Perché è nello sguardo, a volte inatteso, che può accendersi un cammino nuovo, una direzione diversa.

E forse non è un caso che questo incontro si collochi alle soglie della Settimana Santa. Lo stesso film, così intensamente evocato, può diventare occasione di contemplazione, strumento per preparare il cuore a ciò che la liturgia ci farà vivere. Guardarlo, rivederlo, lasciarsi coinvolgere non solo con l’intelligenza ma anche con il cuore, può aprire uno spazio interiore in cui la Parola si fa più vicina, si fa strada, si fa più concreta.

Allora la provocazione si fa ancora più semplice e decisiva: lasciare che ciò che ascoltiamo e vediamo diventi davvero luce per i nostri passi, capace di illuminare anche gli angoli più oscuri della nostra vita, come è stato per Pietro. Senza fretta, ma con disponibilità. Senza effetti speciali, ma con verità.
Per Pietro è stato uno sguardo.
Per noi può essere uno sguardo, un incontro, una pagina, la Parola.
Ma sempre, all’origine, c’è la possibilità di riconoscere un Amico che ci viene incontro: il Signore Gesù.
E davanti a Lui, la domanda che ci rivolge resta aperta, viva: io ci sono per te e tu dove sei? Buona settimana Santa!!

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